È il centro più popoloso dell'Amiata, il più vicino in linea d'aria alla Vetta. Prende il nome dalla celebre Abbazia fondata dal nobile longobardo Erfo nell'anno 743. Immersa nel verde, sorge nel versante orientale del Monte Amiata, in un pianoro posto al limite delle rocce vulcaniche. Il suo territorio si estende dalle vallate del fiume Paglia fino alla Vetta del Monte Amiata.
"...La natura vi formo' una vallata di circa otto stadi, limitata da aspre rupi...Gli antichi vi costruirono un borgo ben difeso da una fossa piena di acqua corrente"... Così nei "commentari" Pio II descriveva il luogo. Oggi Abbadia, al di fuori del centro storico, è un paese moderno con ampi viali alberati, zone residenziali, parchi e giardini dove sono ubicate strutture ricreative e sportive, oasi per chi cerca riposo e quiete, divertimento e svago.
Poco a monte del paese sorge la miniera (dove si estraeva il cinabro per ricavarne il mercurio), una presenza che ha segnato l'economia, la cultura e la storia recente. Dopo la chiusura, "i pozzi", le gallerie, le ciminiere, la "Villa del Direttore" segnano ancora il paesaggio. L'intera area sarà presto sede di un parco-museo delle miniere con spazi espositivi, un centro di documentazione e itinerari paesaggistici e culturali.
A pochi chilometri, sulla Vetta del Monte Amiata a quota 1738 m s.l.m., praticamente alla base della grande Croce di Ferro, eretta nel 1910, arrivano gli impianti di risalita e iniziano le piste di discesa che si snodano per circa 15 km. Si può praticare anche lo sci di fondo lungo percorsi immersi nella famosa faggeta amiatina.
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