Sviluppatosi lungo la via Modenese, inaugurata nel 1778, il paese dell'Abetone deriva il suo nome da un grosso abete abbattuto per aprire la strada, in prossimità dell'omonimo passo. Nel punto più alto del paese, dove la strada scollina, sorgono le due Piramidi in pietra, costruite forse su progetto di Leonardo Ximenes, che individuano il valico ed il vecchio confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena.
Frequentata dai pionieri dello sci fin dai primi del Novecento, l'Abetone conobbe un vero impulso turistico negli anni Trenta, quando Lapo Farinati degli Uberti dette avvio al progetto di una grande stazione sciistica, poi rimasto incompiuto per lo scoppio della guerra, con la costruzione dell'imponente albergo in pietra della Val di Luce. È la più importante stazione sciistica appenninica, con un comprensorio di circa 50 chilometri di piste, articolate su quattro vallate, del Sestaione, della Lima, della Scoltenna e di Luce, collegate tra loro con percorsi innevati anche artificialmente ed impianti di risalita, che partono dai 1200 metri per raggiungere i 1950 metri. Sul versante meridionale dell'alta valle del Sestaione è da segnalare, istituita nel 1972, la riserva naturale di Campolino, dove prosperano specie botaniche rare la più importante delle quali è l'abete rosso, pianta oggi caratteristica dei rilievi dell'Europa centrale, ma un tempo diffusa su tutta la dorsale appenninica. Altre rare varietà botaniche, molte delle quali in via di estinzione, possono essere osservate lungo il percorso dell'Orto Botanico Forestale dell'Abetone, che è stato inaugurato nel 1987 e si sviluppa in un’area di circa 14.000 metri quadrati.
All'Abetone ospitalità in: hotel, residence, b&b, affittacamere, camping, ostelli, rifugi e casa per ferie.